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"Riposo" di Carlo Mo - Foto di Alberto Laurenzi

Al VIII Premio Suzzara (1955) vinse una forma di formaggio grana, una mortadella e una cucina da riscaldamento. Lo scultore ha trattato la materia svuotandola e allegerendola. La superficie risulta irregolare e nodosa. Il dramma e’ suggerito dal tema, un cavallo chiaramente affaticato ancora legato al pesante traino, ma anche dal modo di lavorare la materia che, con il prevalere dei pieni sui vuoti e l’irregolarita’ della superficie, suggerisce un senso di distruzione. L’opera e’ inseribile nell’ambito culturale dell’esistenzialismo e della corrente estetica del realismo di matrice espressionista.

L’artista nasce a Piovene Rocchette nel 1923.
Studia a Genova e nel 1942 si trasferisce a Pavia dove prosegue gli studi universitari. Nel dopoguerra parte per il centro dell’Africa. Torna in Italia nel 1953 ed inizia ad esporre.
Nel 1954 partecipa alla X Triennale di Milano.
Tra il 1964 ed il 1968 ricuote un enorme successo nazionale ed internazionale curando le scenografie di concerti ed opere teatrali alla Certosa di Pavia.
Tra il 1964 ed il 1967 partecipa a numerose collettive ed allestisce personali in Italia e all’estero.
Nel 1968 collabora attivamente al progetto “”Intervento in un centro antico”“: uno dei primi esempi, a livello europeo, di isola pedonale.
Tra il 1980 e il 1981 realizza alcune grandi sculture poi collocate a Pavia, Milano e Cesano Boscone.
Nel 1985 ha rappresentato la scultura italaiana a Tokyo.
Ha tenuto la cattedra di scultura presso la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.